
Cassa di Previdenza Forze Armate, da dove nasce?
“Dubito ergo cogito, cogito ergo sum”. È proprio dal dubbio che nasce questa analisi approfondita sul tema del prelievo forzoso noto come “Cassa Graduati”, un provvedimento improvviso di cui, inizialmente, non erano chiare né l’origine né la logica.
Per comprendere le ragioni di questa misura, è stato necessario tornare alle radici del sistema, indagare la posizione dei sindacati militari e, soprattutto, verificare i documenti ufficiali. Primo tra tutti: la Relazione della Corte dei Conti del 2022, relativa alla gestione 2020 della Cassa di Previdenza delle Forze Armate.
🔍 Il ruolo dei Sindacati Militari: tra dubbi e incoerenze
Avvicinarsi ai sindacati militari, per molti appartenenti alle Forze Armate, significava cercare trasparenza, tutela e rappresentanza. Tuttavia, l’analisi condotta sul campo ha evidenziato diverse zone d’ombra:
- Dirigenti sindacali condannati penalmente che continuavano a ricoprire incarichi;
- Delibere Co.Ce.R. approvate e, successivamente, impugnate dagli stessi firmatari;
- Ricorsi degli iscritti utilizzati per costituire veri e propri “fondi personali”;
- Uso improprio delle risorse dei tesserati.
Ogni dubbio ha portato alla luce nuove criticità. Come nella celebre metafora del Gatto e la Volpe, dietro la facciata della rappresentanza spesso si celavano distorsioni, incoerenze e una allarmante mancanza di trasparenza.
⚖️ La verità dal fondo del pozzo: la delibera Co.Ce.R. n. 58/2020
La prima verità inconfutabile emerge dal documento che ha dato origine alla Cassa Graduati: la delibera Co.Ce.R. n. 58/2020, con cui i rappresentanti militari hanno espresso parere favorevole all’istituzione del nuovo prelievo.
Questa misura è stata approvata con due gravissime aggravanti:
- Senza consultare gli iscritti (poiché il Co.Ce.R. non rappresenta un corpo associativo su delega diretta).
- Con un impatto economico immediato e rilevante per migliaia di militari.
🧾 Cassa di Previdenza delle Forze Armate: i chiarimenti della Corte dei Conti
La relazione ufficiale della Corte dei Conti (Determinazione n. 54/2022) interviene a fare chiarezza su un punto fondamentale: la Cassa di Previdenza è unica.
Ciò che comunemente chiamiamo “Cassa Ufficiali”, “Cassa Sottufficiali” e “Cassa Graduati” non sono enti distinti, ma fondi previdenziali interni alla medesima Cassa.
Autonomia contabile, ma non finanziaria
La magistratura contabile precisa inoltre che esiste un’autonomia patrimoniale e contabile tra i fondi, ma non un’autonomia finanziaria. La gestione del patrimonio è unitaria e le disponibilità eccedenti vengono investite (ad esempio in titoli del debito pubblico).
Questo significa che, pur essendo separati nei registri contabili, i fondi:
- Vengono gestiti insieme;
- Attingono a un unico portafoglio investito;
- Producono rendimenti comuni.
📉 Cassa Ufficiali e Cassa Graduati: un sistema insostenibile?
Uno dei dati più allarmanti evidenziati dalla Corte dei Conti riguarda il forte squilibrio finanziario dei fondi, con particolare riferimento a quello degli Ufficiali.
Analizzando i dati del 2020 emerge che:
- Il fondo Ufficiali EI/CC ha registrato un disavanzo del -22,79%;
- L’indennità supplementare è calcolata su parametri retributivi profondamente diversi tra Graduati e Ufficiali;
- Il personale che cessa dal servizio (e che riceve l’indennità) è numericamente superiore a quello in servizio che versa i contributi.
L’avvertimento della Corte dei Conti è perentorio, senza un intervento strutturale:
“la Cassa “sarà impossibilitata, in un futuro non lontano, a svolgere la sua funzione istituzionale”.sarà impossibilitata, in un futuro non lontano, a svolgere la sua funzione istituzionale”.
⏳ Il nesso cruciale tra i “120 giorni” e l’introduzione della Cassa Graduati
In passato, la normativa prevedeva che l’indennità della Cassa Ufficiali fosse erogata dopo 4 anni dalla cessazione dal servizio. Questa finestra temporale era vitale: permetteva alla Cassa di far maturare interessi sugli investimenti e di compensare le elevate indennità da erogare.
Con la delibera Co.Ce.R., questi 4 anni si sono ridotti a 120 giorni. Un cambiamento drastico che ha azzerato gli interessi maturabili, incidendo pesantemente sulla stabilità finanziaria dell’ente.
Ed è esattamente in questa precisa cornice storica e finanziaria che si inserisce la Cassa Graduati: introdotta proprio nel momento in cui si riduce il tempo di erogazione per gli Ufficiali. In sostanza, i Graduati si ritrovano a finanziare un sistema che la Corte stessa definisce strutturalmente insostenibile.
❗Conclusioni: una scelta lontana dai principi di equità
Non è in discussione il sacrosanto diritto delle diverse categorie a percepire quanto previsto dai rispettivi fondi. Il problema di fondo sollevato da questa vicenda è di natura complessa:
- Etica: per la grave assenza di trasparenza;
- Finanziaria: per lo squilibrio strutturale dei fondi accertato dai magistrati;
- Rappresentativa: per decisioni prese dall’alto senza una reale consultazione della base;
- Sistemica: per la mancata adozione di correttivi rispetto alle osservazioni della Corte dei Conti.
La storia non è una favola di Pinocchio e il “pozzo della verità” non mente: le criticità c’erano, sono state denunciate dai documenti contabili e continuano a esistere. L’unica certezza per chi indossa l’uniforme rimane una:
Dubito ergo cogito. Cogito ergo sum.
Pordenone, 12 Settembre 2023
Avv. Dalila Alati
Dott. Felice Randaccio

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FAQ: Domande Frequenti sulla Cassa di Previdenza Forze Armate
Cos’è esattamente la Cassa Graduati?
La “Cassa Graduati” è un prelievo previdenziale destinato al personale del ruolo Graduati delle Forze Armate. Come chiarito dalla Corte dei Conti, non si tratta di un ente a sé stante, ma di un fondo contabile interno all’unica Cassa di Previdenza delle Forze Armate, il cui patrimonio viene gestito e investito unitariamente.
Perché la Corte dei Conti definisce il sistema “insostenibile”?
Nella sua relazione (Determinazione n. 54/2022), la Corte dei Conti ha evidenziato un forte squilibrio finanziario strutturale. Il problema principale deriva dal fatto che il personale in quiescenza (che percepisce i fondi) è superiore a quello in servizio attivo (che versa i contributi), con un disavanzo particolarmente grave nel fondo Ufficiali.
Cosa c’entra la delibera Co.Ce.R. n. 58/2020 con la Cassa Graduati?
La delibera n. 58/2020 è il documento con cui l’allora rappresentanza militare ha espresso parere favorevole all’istituzione della Cassa Graduati. La criticità sollevata da molti militari è che tale approvazione, con impatto economico diretto sugli stipendi, è avvenuta senza una consultazione diretta della base degli iscritti.





