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Rappresentatività APCSM: Guida Definitiva al Nuovo Decreto e ai Ricorsi

Le dinamiche del diritto militare italiano stanno attraversando una fase di trasformazione storica. Al centro di questo epocale cambiamento vi è il complesso tema della rappresentatività APCSM, un requisito diventato cruciale a seguito delle recenti riforme legislative che hanno mandato in pensione il vecchio sistema del COCER.


Cosa sono le Associazioni e perché conta la rappresentatività APCSM

Le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM), istituite formalmente con la legge 28 aprile 2022 n. 46, sono organizzazioni nate per garantire ai militari un ordinamento interno fondato su imprescindibili principi di democrazia, trasparenza e neutralità. Si tratta, di fatto, delle prime forme di vera e propria rappresentanza sindacale riconosciute all’interno delle Forze Armate italiane.

Tuttavia, esistere come associazione non basta: per sedersi ai tavoli delle trattative contrattuali e agire in nome e per conto della categoria, è necessario ottenere la rappresentatività APCSM. Questo principio trae la sua origine direttamente dall’art. 39 della Costituzione e si basa su dati associativi ed elettorali, raccolti periodicamente per verificare quali organizzazioni possiedano i numeri per accedere alle procedure negoziali governative.

I nuovi criteri per la rappresentatività APCSM dopo il DM 29.03.2024

L’emanazione del Decreto del 29 marzo 2024 ha introdotto nuovi e stringenti criteri per stabilire i livelli di rappresentatività APCSM per il triennio 2022–2024. Il decreto, emanato dal Dipartimento della Funzione Pubblica di concerto con il Ministero della Difesa e il MEF, ha inoltre sancito la cessazione definitiva della rappresentanza militare tradizionale, sostituendola in toto con il nuovo sistema sindacale.

Secondo il testo del DM, per calcolare la rappresentatività APCSM e considerare un sindacato “rappresentativo”, sono richieste soglie specifiche:

  • 4% della forza effettiva complessiva della Forza Armata o del Corpo armato di riferimento;
  • 3% della forza effettiva complessiva se l’associazione è interforze, ovvero coinvolge personale di più Forze Armate.

Il nodo critico sulla rappresentatività APCSM: forza effettiva vs forza sindacalizzata

Da un’analisi giuridica e statistica condotta dallo Studio Legale Alati, in sinergia con il Dipartimento legale del S.U.M. (Sindacato Unico dei Militari), emergono criticità estremamente rilevanti.

Il Decreto considera la “forza effettiva complessiva”, e non la “forza sindacalizzata”, per determinare le soglie di rappresentatività APCSM. Un esempio pratico chiarisce immediatamente questa enorme sproporzione:

  • Forza effettiva dell’Esercito Italiano (al 31/12/2023): circa 96.251 militari.
  • Il 4% richiesto dal DM corrisponde a circa 3.850 iscritti.

Tuttavia, ad oggi, i militari dell’Esercito effettivamente iscritti alle varie APCSM sarebbero solamente circa 15.000. Dunque, la quasi totalità dei militari non iscritti al sindacato (circa 80.000 unità) influisce ingiustamente sul calcolo matematico. Questo meccanismo rende le soglie di rappresentatività APCSM irraggiungibili per molte sigle giovani, ma già molto attive e ben radicate sul territorio.

Tale meccanismo viola il principio di ragionevolezza e, secondo le analisi svolte, entra in palese contrasto con l’art. 39 della Costituzione italiana.

Il rischio di incostituzionalità per la rappresentatività APCSM al TAR Lazio

La grave disparità generata dal calcolo tra forza effettiva e forza sindacalizzata ha inevitabilmente generato un contenzioso. Attualmente vi è un ricorso pendente dinanzi al TAR Lazio (Sede di Roma), che mira a ottenere un vaglio formale della Corte Costituzionale sulla legge sulla rappresentatività APCSM. L’udienza di merito è prevista per il mese di luglio: da essa dipenderanno i futuri aggiornamenti normativi e i destini sindacali del comparto Difesa.

Un modello alternativo di rappresentatività APCSM: l’esempio dell’ARAN

Lo Studio Legale Alati e il Dipartimento legale del SUM hanno elaborato e proposto un modello alternativo per il calcolo della rappresentatività APCSM, basandosi su un sistema già applicato con successo nel resto della Pubblica Amministrazione.

L’art. 43 del D.lgs. 165/2001 (modello ARAN) stabilisce infatti che la rappresentatività si calcola come media ponderata tra il dato associativo e il dato elettorale, e non sull’intero numero astratto dei lavoratori del comparto.

Applicare questo metodo per la rappresentatività APCSM:

  • incentiva il pluralismo associativo;
  • tutela chi sceglie consapevolmente e attivamente di farsi rappresentare;
  • evita discriminazioni paradossali basate sul numero dei “non iscritti”;
  • riflette in modo fedele e democratico la reale volontà del personale in divisa.

Conclusioni sul futuro della rappresentatività APCSM

Se l’obiettivo del legislatore è davvero quello di rafforzare le tutele dei militari, la normativa deve tenere conto delle specificità strutturali del comparto senza generare disparità o discriminazioni inique. La speranza è che questo dibattito giuridico, unito ai verdetti della giustizia amministrativa, contribuisca a costruire un sistema sindacale militare solido, trasparente e realmente equo.

Pordenone, 05 Febbraio 2025

Stay Tuned

Avv. Dalila Alati
Dott. Felice Randaccio

FAQ: Domande Frequenti sulla Rappresentatività Militare

Cos’è esattamente la rappresentatività APCSM?

È il requisito di legge, basato su percentuali di iscritti dettate dal DM 29.03.2024, che permette a un’Associazione Professionale a Carattere Sindacale tra Militari di essere formalmente riconosciuta dallo Stato e di partecipare ai tavoli negoziali per i rinnovi contrattuali.

Cosa succede se un sindacato non raggiunge la rappresentatività APCSM?

Se una sigla sindacale militare non raggiunge le soglie del 4% (o del 3% per le sigle interforze) calcolate sulla forza effettiva, non potrà firmare accordi nazionali, non parteciperà alle trattative economiche e non godrà delle prerogative sindacali piene.

Perché il calcolo attuale è considerato incostituzionale?

Si ritiene che l’attuale criterio di calcolo della rappresentatività APCSM violi l’art. 39 della Costituzione perché conteggia le percentuali sul totale dei militari in servizio (inclusi quelli non interessati a iscriversi a nessun sindacato), penalizzando le associazioni neonate e limitando il pluralismo democratico.

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